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NOMOS II°

 

gocce d'acqua scendono ritmate dalla sommità di cinque lunghe aste e vanno a colpire le piccole membrane racchiuse nei cilindri trasparenti.

L'altezza dei cilindri non è che la distanza tra la goccia e il suo bersaglio, cioè il volume del suono, mentre la frequenza delle gocce è dosata da valvole sensibili.

Il mondo delle gocce è in bilico tra rigore e caos. Ad un ritmo lento le gocce si comportano come un metronomo ma quando la pulsazione si fa più serrata l'esattezza della scansione lascia progressivamente posto ad una libertà che muove verso combinazioni ardite. L'idrofona grande è uno strumento in cui cinque cilindri dotati di membrane sonore costituiscono il bersaglio di altrettanti flussi di gocce regolabili. I cilindri salgono e scendono sospesi alla sommità di cinque alte canne, guidati da fili tesi. Il movimento ascensionale, il flusso delle gocce, l'accordatura in tempo reale dei membranofoni, sono tutti parametri musicali gestiti da un computer che esegue una partitura. A differenza però degli strumenti automatici che la tradizione ci consegna, qui si evidenzia una singolare autonomia "creativa" dovuta alla natura intrinseca del fenomeno caotico che presiede alla formazione di ogni singola goccia. L'opera si riallaccia al pensiero musicale dell'ultimo scorcio di secolo che non ha mai cessato di indagare il complesso rapporto tra caso e necessità.